L’anno nel quale non ti veniva nemmeno un titolo decente per il post di fine anno.

Forse un giorno mi deciderò a fare una cosa più sistematica, ma sono quelle cose che si dicono e che non si fanno mai, come svegliarsi presto la mattina per andare a correre, licenziarsi per andare a fare un lavoro che ci piace, provare a leggere Infinite Jest. Serve anche questo, l’illusione di essere meglio di quello che sembra, perché il mondo là fuori è un brutto posto e si fa quel che si può (aka appunti per una nuova canzone di Ligabue)

Intanto, però, che la vita media dei miei pc è di un anno e che non sono capace di usare quel cazzo di scrobbler di last.fm, la classifica la faccio a spanne, non è poi così difficile e si può anche barare fingendo di non aver ascoltato un numero imbarazzante di volte Il ragazzo per l’estate o Real Hero dei College feat. Electric Youth. E solo per aver visto un film. Che poi, chi cazzo sono i College e (gli?) Electric Youth?

 

Ecco, la mia top 10, in ordine più o meno cronologico (ci sono anche delle cose che non sono del 2011, ma che sono del MIO 2011. Perché il pallone è MIO e decido IO)

 

Di Martino – Cara Maestra abbiamo perso (2010)

Ex Otago – Mezze stagioni

Lo Stato Sociale – L’amore ai tempi dell’Ikea

I cani – Il sorprendente album d’esordio de I cani

Palpitation – I’m absent you’re faraway (Ep)

Carpacho! – La futura classe dirigente

The Vaccines – What did you expect from the vaccines?

Radiohead – The Bends (1995)

Dente – Io tra di noi

Ministri – Fuori (2010)

 

Delusione dell’anno

Brunori Sas – Vol.2 Poveri cristi (un po’ di tempo fa volevo spiegare anche perché, e metterlo in confronto al disco de I Cani, che ascoltavo più o meno in contemporanea. Non l’ho fatto, non lo farò, serve forse un motivo?)

Poi.

Altre cose sparse che meritano di essere menzionate in mezzo alle altre mille che probabilmente mi ricorderò quando sarà troppo tardi anche per editare: Habemus Papam, I The pains of being pure at heart e le recensioni di Chiara Durastanti su indiforbunnies, il concerto degli Arcade Fire a Lucca dove hai rischiato di perdere le chiavi della macchina, Bronson, le foto dell’anno del Boston Globe, aver letto Comma 22 e non aver ancora letto Mr Gwyn, Mad Men e Misfits e Breaking Bad (e quella roba indefinibile che ti ostini a continuare a seguire che è Fringe), Il Salento, Makkox e i Peanuts, lo splendido e delirante concerto dei Lo stato sociale all’Off, i capelli ricci e le compilation, il tempo perso, le cadute dei governi, i vulcani e gli elicotteri, le sveglie infami, le idee di rivoluzione, almeno personale, ché vabbè vanno bene anche le riforme graduali, nei giorni di ferie, dopo le 11.

Buon 2012.

 

 

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