Archivio per giugno 2011|archivio pagina mensile
Abbiamo vinto.
Ok, abbiamo alzato il culo e siamo andati a votare. E abbiamo anche vinto.
La prossima volta magari leggiamo anche i quesiti.
Dichiarazioni di voto (che molto probabilmente non servirà a nulla)
Il primo è un SI, non perché sono a prescindere contrario al privato nella gestione dei servizi idirici (anche se fortemente prevenuto), ma perché sono contro la privatizzazione forzata entro un certa data. Ci sono pubblici che funzionano e pubblici che non funzionano, come ci sono privati che funzionano e privati che non funzionano (disse il generale La Palice). Sarebbe bello discuterne caso per caso, senza obblighi. Se non fosse che siamo convinti che il pubblico sia sempre sciatto e sfruttato dalla politica o che il privato sia sempre approfittatore e fuori controllo. E mica perché non ci fidiamo delle aziende (pubbliche o private). No no, noi proprio non ci fidiamo delle persone: che siano i politici, gli amministratori delegati, noi stessi.
Il secondo sarebbe un NO. Non ho le competenze economiche adeguate a capirlo, in realtà. Ma a leggere un po’ di cose in giro mi sembra di capire che le ragioni del si siano molto ideologiche. E’ un’impressione, ripeto, e comunque votare no è come votare si. Che fare? Non chiedere la scheda? Probabile che deciderò sul momento. Un po’ me ne vergogno.
Il terzo è un SI. C’è qualcuno che sostiene che il nucleare sostituirebbe il gas e gli idrocarburi e che le rinnovabili non sarebbero comunque sufficienti, anche a volerle sfruttare al massimo possibile. Mi sembra una posizione documentata e abbastanza ragionevole, però non basta (vedi alla voce non fidarsi delle persone) per farmi sperare che questo paese sia capace di gestire una cosa come il nucleare, le scorie, i rischi. E in più l’escamotage del governo per evitare il referendum è una roba che io non ho parole.
Il quarto è un SI. E’ un voto contro Silvio Berlusconi.
Lascia un commento