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Sospensione dell’incredulità/2 (di Piombini e Messia)

Scrivo solo due righe, come al solito, per sollevare un paio di dubbi.
A leggere su internet sembra che nel PD tutti lo vogliano, un terzo candidato, e che sia giovane e laico. O perlomeno una delle due, santiddio.
Quindi, i nomi che si fanno, sono Serracchiani, Civati e Marino.
Ora, e dovremmo averlo capito dall’esperienza di Scalfarotto o del referendum sulla fecondazione assitita, quello che a noi frequentatori della rete può sembrare un grande consenso, potrebbe essere nella realtà uno zerovirgola o poco più.
E difatti i piombini se ne sono accorti, tant’è che ci vanno molto cauti con le candidature.
Civati, ad esempio, che ha fatto questo bellissimo discorso al Lingotto, non lo conosce nessuno. Immaginatelo candidato ad un congresso contro quei due. Non so nelle vostre realtà, ma nel mio paesino, seimila anime e tre/quattrocento iscirtti, prenderebbe forse un voto, il mio.
Per la Serracchiani invece, la faccenda è un po’ diversa. Lei un po’ di visibilità l’ha avuta, e meritatamente. Eppure sembra che tutta questa esposizione le abbia fatto un po’ paura. La capisco, e capisco che continui a ripetere che “non abbiamo bisogno di un Messia”. Ché mentre lo dice si capisce che sta dicendo “non sono io il Messia che state cercando, non sono ancora pronta”.
Sembrerebbe che ci sia una carrettata di buone ragioni per lasciar perdere, saltare il turno e turarsi il naso anche stavolta.
Però, però, però.
Nononstante tutto questo, ci vorrebbe un po’ di coraggio.
Avanti dài, proviamoci, you’re are the ones we’ve been waiting for.
A posteriori. Una buona ragione per essere andati a votare.
Non aver contribuito all’esultanza di questi qua.
Metterci una croce sopra
La scena dei seggi elettorali deserti di oggi pomeriggio era surreale quanto prevedibile.
Certo è che siamo arrivati a rendere il referendum una roba ridicola: da quando ho il diritto al voto, io che sono del 1985, devo ancora vederne uno che raggiunga il quorum.
Di chi è la colpa? Dei politici che incitano all’astensionismo o dei media che non ne parlano nemmeno di striscio? Di chi lo ha proposto oppure di chi non va a votare? (ché se almeno si potesse prestare, il diritto al voto di oggi lo avremmo dato volentieri agli iraniani, visto che noi abbiamo ampiamente dimostrato di non sapere cosa farcene)
Fermarsi cinque minuti cinque a riflettere, prima di. (Ma anche durante o dopo, andrebbe bene lo stesso)
Il voto. Varie ed eventuali (e ce n’è per deprimersi, come sempre)
Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?
Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?
(Massimo Gramellini)
Scrivere su un post-it giallo e attaccarlo accanto alle famose targhe davanti alla sede del PD.
Eletti in Europa da parte dell’UDC:
Magdi Allam
Carlo Casini (dico Carlo)
Ciriaco De Mita
Tiziano Motti
Saverio Romanoprimo dei non eletti: Emanuele Filiberto
(Luca Sofri)
le europee servono a questo. Sono la nostra riserva di proporzionalità, la sagra del partitino che ogni cinque anni per un pomeriggio ci fa sentire speciali. Ma passa subito, e il giorno dopo torniamo bipolari: berlusconiani o anti, comunisti o anti, antianti o anti.
(Leonardo)
Qui, poi, una cosa un po’ più lunga e più seria
Piccole relazioni extraconiugali
Poi alla fine ho avuto anch’io la mia scappatella, come tanti altri in queste europee.
Me ne sono pentito nello stesso istante in cui lo stavo facendo, ma l’ho fatto lo stesso. E anche con un brivido di piacere, sapete com’è: la clandestinità, la scommessa ecc. ecc.
E’ andata com’è andata (male direi), un voto non “utile” sicuramente, e poi si tornerà di corsa nella calda sicurezza del letto coniugale.
Solo che sarebbe bello se lassù qualcuno leggesse questo segnale come si deve. Quelle liste, soprattutto in circocsrizione centro, erano im-pre-sen-ta-bi-li. Almeno avessimo avuto uno Scalfarotto o una Serracchiani. No, a noi è toccato Sassoli.
Quindi va bene tutto, noi siamo sempre pronti a perdonare, e il matrimonio va salvato, soprattutto per il bene dei figli. Però sappiate che esiste anche il divorzio.
Perseverare
E ti appare chiarissimo, tutto in un istante, che non c’è salvezza, non c’è difesa contro l’errore, e sempre sarà così, che continuerai a dire la frase sbagliata nel momento sbagliato, e a non fare l’unica cosa che sai dovresti fare, e a cadere nelle trappole che hai imparato a memoria, e ad avere paura sempre della stessa cosa, in eterno, e a non capire quello che mille volte ti sei spiegato.
(A.B. – Totem)
… e perdere l’ennesimo cellulare, e non provarci nemmeno (e però saperlo, ecchécazzo!, saperlo nell’esatto istante in cui lo stai facendo) e perdere tempo in infiniti modi, ma tutti inutili allo stesso modo, e.
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